Gestione dei rifiuti: capitali europee a confronto

Gestione dei rifiuti: capitali europee a confronto

gestione-rifiuti-smaltimentoOrmai da decenni il problema della produzione e smaltimento dei rifiuti è divenuto centrale sia per i singoli cittadini che per le amministrazioni pubbliche. Con i primi sempre più sensibili alle tematiche del rispetto dell’ambiente e le seconde sempre più coscienti che i rifiuti possono essere una risorsa in termini di riciclo o trasformazione in energia elettrica. Tuttavia, in Europa, le modalità per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti varia da Paese a Paese. Se gli Stati centro-settentrionali del “vecchio continente” hanno abolito l’uso della discarica e puntato al riciclo e alla termovalorizzazione derivante dallo smaltimento dei rifiuti, altri Stati (tra cui l’Italia) invece ancora devono fare molta strada da questo punto di vista. Tuttavia, alcune importanti capitali europee come stanno gestendo questa problematica?

Roma, Berlino e Parigi: come si comportano?

A Roma, con una popolazione di poco inferiore ai 3 milioni di abitanti, si producono una media pro-capite di 603 kg di rifiuti, un livello sempre costante in questi anni. La raccolta differenziata invece risulta in netto aumento, al 43% nel 2015, portando la capitale italiana tra le migliori nel continente. Tale raccolta si basa sul sistema “porta a porta” (al 30%) e attraverso cassonetti nelle strade (70%). Tra gli elementi che hanno incentivato questi dati positivi, troviamo anche il registro carico e scarico rifiuti, che permette di controllare quelle aziende che li producono, di misurarne la quantità e verificare le modalità di smaltimento degli stessi. Tuttavia, il maggiore problema di Roma è la dipendenza da impianti extra-regionali per il trattamento dei rifiuti, che incide sul costo pro-capite della tassa relativa, circa 162 € annui ad abitante.

Un problema che Berlino non affronta, in quanto diversi sono gli impianti per questo tipo di trattamento, presenti in città. Con poco meno di 3,5 milioni di abitanti ed una produzione pro-capite di 388 kg di rifiuti, sempre costante, la capitale tedesca vede invece nel 2015 una diminuzione della raccolta differenziata, passata al 39%. I costi di trattamento dei rifiuti non gravano sull’amministrazione comunale, bensì risultano a carico di aziende private accuratamente selezionate, di conseguenza la tassa ad essi relativi si aggira sui 74 € l’anno per abitante.

Parigi, a fronte di una popolazione di poco più di 6,7 milioni di persone ed una produzione di 430 kg pro-capite di rifiuti, vede un notevole incremento della raccolta differenziata, che tocca nel 2015 il 18%. Nella capitale francese, come Roma, il tipo di raccolta è misto: “porta a porta” e con cassonetti nelle strade, così come anche per il trattamento dei rifiuti si avvale prevalentemente di società esterne. Tuttavia l’amministrazione parigina gioca un ruolo importante nel rivendere le materie prime provenienti dalla raccolta differenziata. Comunque, la tassa relativa ai rifiuti si attesta a circa 121 € annui per abitante.


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